Conto corrente cointestato: come funziona e come richiederlo

Come funziona il conto cointestato, come si apre e cosa succede in caso di successione.

Alfredo de Cristofaro
  • Verificato il 14 ottobre 2026
  • 12 min di lettura
In questo articolo· 9 sezioni
  1. Come funziona e tipologie
  2. Pro e contro dei conti cointestati
  3. Procedura e chi può farlo
  4. Come procedere
  5. Come funziona
  6. Come si calcola
  7. Pignoramento conto corrente cointestato
  8. Come togliere un intestatario
  9. FAQ

La cointestazione del conto rappresenta un’ottima soluzione per chi desidera una gestione condivisa delle finanze. Agevola infatti la gestione dei risparmi in vista di obiettivi comuni quali, per esempio, una vacanza o l’acquisto di un’auto, così come la divisione delle spese familiari quali ad esempio affitto, mutuo, bollette via di seguito. Tra i migliori conti cointestati, sono disponibili diverse soluzioni a costo zero, con funzionalità aggiuntive per un puntuale monitoraggio delle entrate e delle uscite.

Ma come funziona un conto cointestato? Quali sono i pro e i contro? Proviamo a rispondere a queste e a molte altre domande nel corso di guida completa sul conto cointestato.

Conto cointestato: come funziona e tipologie

Il conto cointestato è un conto corrente intestato a due o più persone che hanno gli stessi identici diritti di operare sul conto. In termini di operatività non differisce da un qualsiasi conto corrente monointestato. Puoi infatti compiere tutte le comuni operazioni bancarie tra cui:

  • Effettuare pagamenti e prelievi
  • Effettuare bonifici
  • Versare contanti
  • Disporre di carte di pagamento
  • Accreditare lo stipendio/pensione e domiciliare le utenze

Insomma, il conto cointestato è un normale conto corrente del quale più persone hanno la titolarità. Tra i migliori conti cointestati presenti sul mercato, ve ne sono diversi che presentano costi ridotti quando non del tutto assenti.

Esistono due principali tipologie di conti cointestati: a firma congiunta o a firma disgiunta. La scelta del tipo di firma ha importanti ripercussioni sulla modalità di gestione del conto stesso.

Conto cointestato a firma disgiunta

Il conto cointestato a firma disgiunta è quello più diffuso e concede un maggior grado di flessibilità e autonomia. Ogni intestatario può operare liberamente sul conto senza l’autorizzazione degli altri titolari effettuando pagamenti, prelievi, accreditando lo stipendio, domiciliando le utenze e via di seguito.

Si tratta della soluzione più pratica per chi desidera una gestione comune delle risorse finanziarie così come per la condivisione delle spese.

L’elevato grado di autonomia concessa dal conto a firma disgiunta, lo rende adatto qualora sussista piena fiducia tra i titolari.

Conto corrente cointestato a firma congiunta

Col conto cointestato a firma congiunta qualsiasi operazione deve essere autorizzata da tutti gli intestatari del conto. Se per esempio uno dei titolari ha la necessità di effettuare un bonifico, non può procedere fino a quando non viene autorizzato da tutti gli altri contitolari.

Ciò, se da un lato garantisce una maggior sicurezza per tutti, dall’altro richiede una maggior capacità di coordinazione rendendola una soluzione meno pratica rispetto al conto a firma disgiunta. Può però essere una buona soluzione nel momento in cui la priorità è quella di avere il pieno controllo sulle operazioni effettuate da tutti gli intestatari.

Esiste poi una terza tipologia di conto, anche se meno diffusa. Si tratta del conto cointestato ibrido con cui è possibile stabilire quali operazioni possono essere effettuate senza l’autorizzazione di tutti gli intestatari e quali invece devono essere tassativamente autorizzate da ogni intestatario.

Pro e contro dei conti cointestati

La cointestazione del conto consente una gestione condivisa delle finanze tra più persone. Per esempio, avere un conto cointestato tra coniugi è molto utile per la ripartizione delle spese come affitto, utenze e via di seguito. A ciò si aggiungono ulteriori vantaggi tra cui:

  • Costi di mantenimento del conto dimezzati. Si paga infatti un unico canone e si dividono le altre spese sia fisse, come l’imposta di bollo, che variabili
  • In caso di conto remunerato, puoi ottenere un rendimento su un capitale più elevato derivante dall’unione dei tuoi risparmi e di quelli dell’altro intestatario
  • Doppia copertura del FITD in quanto ogni depositante gode di una protezione fino a 100.000€ in caso di insolvenza da parte della banca

Puoi beneficiare del raddoppio dell'indennizzo anche con conti aperti presso SIM o società d'investimento per cui si applica il Fondo di Garanzia con copertura fino a 20.000€ per depositante. Cointestando il conto, in caso di due intestatari, la copertura sale a un totale di 40.000€ (20.000 per ogni intestatario).

Il principale svantaggio del conto cointestato attiene il fatto che, ove non diversamente dimostrato, si presume che la somma totale presente sul conto sia da ripartire in parti uguali, a prescindere dal fatto che il conto sia stato equamente alimentato da tutti.

Ossia, se sul conto sono presenti 20.000€ e due titolari, si presume una ripartizione al 50% (10.000€ a ogni intestatario) anche qualora la somma presente provenga del tutto o in parte da uno solo dei due intestatari.

A ciò si aggiungono ulteriori rischi del conto cointestato tra cui:

  • In caso di conto a firma disgiunta, uno degli intestatari potrebbe abusare della tua fiducia, per esempio utilizzando somme di denaro che non gli spettano o utilizzandole per scopi illeciti
  • Per via della solidarietà passiva, ogni intestatario è chiamato a rispondere anche degli eventuali debiti contratti dall’altro
  • Potrebbero sorgere delle divergenze personali con ripercussioni sulla gestione del conto stesso
  • Con la firma congiunta, in caso di decesso di uno dei titolari, il conto può venire congelato e diventare quindi inaccessibile
  • Può essere soggetto a pignoramento in caso uno dei titolari contragga un debito
  • In caso di divorzio, potrebbe esserci delle difficoltà nella ripartizione delle quote spettanti
  • Se il conto è a firma congiunta, per chiuderlo occorre il benestare di tutti gli intestatari

Aprire conto cointestato: procedura e chi può farlo

Prima ancora di entrare nel dettaglio in merito alla procedura necessaria per l’apertura di un conto cointestato, occorre fare un’importante precisazione: per cointestare un conto corrente non è necessario che tra i titolari sussista un legame di parentela.

Ciò significa che chiunque può cointestare un conto: amici, parenti, partner e soci di un’attività anche se, in quest’ultimo caso, è sempre maggiormente consigliato aprire uno dei migliori conti correnti business presenti sul mercato.

Per quanto riguarda invece la procedura di apertura, l’unica differenza rispetto a un conto monointestato riguarda il fatto che occorre indicare i dati e fornire i documenti di tutti gli intestatari.

Ciò vale sia nel caso di apertura presso filiale che in caso di apertura di un conto cointestato online.

Chiusura conto cointestato: come procedere

Anche per quanto riguarda la chiusura del conto cointestato, la procedura non differisce dalla modalità di cessazione di un qualsiasi conto corrente intestato ad una sola persona.

Occorre quindi compilare il modulo di disdetta e farlo pervenire alla banca. Solitamente il modulo può essere consegnato a mano in filiale, inoltrato tramite raccomandata, tramite email o tramite web/app, a seconda delle modalità ammesse dallo specifico istituto di credito.

Invece, per la chiusura del conto cointestato a firma disgiunta, è sufficiente che la richiesta venga effettuata anche da uno solo degli intestatari mentre, nel caso del conto corrente cointestato a firma congiunta, tutti gli intestatari devono essere d’accordo e richiederne la chiusura.

Successione conto cointestato: come funziona

Cosa succede in caso di morte di uno degli intestatari? Ricordiamo che col conto cointestato vi è una presunzione di parità delle quote. Ossia, in caso di due titolari per esempio, ognuno possiede il 50% del capitale presente sul conto; in caso di 3 titolari, ognuno possiede il 33,3% del capitale e via di seguito.

In caso di decesso di uno dei titolari, entra nell’asse ereditario la sola quota appartenente al titolare defunto mentre la quota del cointestatario rimasto in vita appartiene solo a lui.

C’è un però. In caso di firma congiunta, il conto viene bloccato e nemmeno il contitolare “superstite” può operarvi fino a quando non vengono concluse le pratiche di successione.

In caso invece di conto a firma disgiunta, il titolare “superstite” può operare liberamente sul conto, ovviamente per quanto attiene alla sua quota.

ISEE conto cointestato: come si calcola

L’ISEE è un indicatore dello stato socio-economico e viene richiesto nel momento in cui si vuole accedere a prestazioni agevolate, erogate sulla base della situazione economica del nucleo familiare.

Nell’ISEE vanno riportate anche le informazioni relative ai conti correnti. Nel caso di un conto cointestato, il saldo e la giacenza media del conto vanno divisi per il numero di intestatari del conto stesso.

Pignoramento conto corrente cointestato

Il pignoramento di un conto cointestato è un argomento abbastanza controverso.

Per provare a spiegare sinteticamente quanto avviene, partiamo da una considerazione: la cointestazione del conto prevede che tutti i titolari abbiano gli stessi diritti e doveri. Tradotto: in caso uno dei titolari risulti debitore, anche gli altri sono chiamati a rispondere del debito, malgrado non lo abbiano contratto loro in prima persona.

In un primo momento la banca, che non può procedere alla suddivisione delle somme presenti sul conto, congela l’intera somma presente a seguito della ricezione della notifica dell’atto di pignoramento. Sarà poi il Giudice ad applicare la presunzione di ripartizione delle quote in base al numero di intestatari.

Inoltre, se uno dei titolari non debitori ha contribuito in maggior misura ad alimentare il conto (ossia i soldi presenti sul conto corrente provengono in maggior parte da lui), può decidere di opporsi al pignoramento ma dovrà dimostrare che i fondi provengono principalmente dai suoi risparmi personali (per esempio esibendo un estratto conto).

Conto cointestato: come togliere un intestatario

Può capitare che le ragioni che hanno portato all’apertura del conto cointestato decadano nel corso del tempo. Pensiamo per esempio al sopraggiungere di eventuali conflitti tra gli intestatari o, semplicemente, il caso in cui uno degli intestatari non ritiene più necessario condividere il conto. Cosa succede in questo caso? Si può togliere un intestatario del conto cointestato?

Il conto cointestato è, al pari di un conto intestato a un solo titolare, un contratto tra il cliente e la banca. E, per legge, è sempre possibile esercitare il diritto di recesso unilaterale di un accordo, salvo preavviso nei tempi previsti dal contratto stesso.

Tradotto: ogni intestatario può “togliersi” da un conto cointestato quando desidera e senza l’autorizzazione degli altri intestatari (sia nel caso di firma congiunta che disgiunta).

Attenzione, però, perché a recesso avvenuto l’ex contitolare non potrà ovviamente più operare sul conto né prelevare le eventuali somme a lui spettanti. Il prelievo deve quindi avvenire prima del recesso, autonomamente in caso di firma disgiunta e con il consenso di tutti gli intestatari in caso di firma congiunta.

Non è invece possibile togliere un titolare dal conto corrente cointestato senza la sua autorizzazione. Questo in quanto, come abbiamo visto in precedenza, si presume che il 50% della somma presente sul conto appartenga a lui. Estrometterlo dal conto cointestato equivarrebbe quindi a sottrargli la quota a lui spettante.

Allo stesso modo, non è possibile cambiare l’intestazione del conto una volta aperto. L’unico modo per “sostituire” un intestatario con un altro è quello di chiudere il rapporto e aprirne un altro con una nuova denominazione.

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Conto corrente cointestato: FAQ

Cosa comporta avere il conto cointestato?

Avere un conto corrente cointestato significa che tutti i titolari hanno pari diritti e doveri e che le somme presenti sul conto appartengono a tutti (seppur in quote). Un conto cointestato ti consente di condividere agevolmente le risorse con una o più persone tra le quali non è necessario che sussistano vincoli di parentela.

Cosa si rischia con il conto corrente cointestato?

I vantaggi del conto cointestato sono molteplici ma esistono anche dei rischi derivanti soprattutto da utilizzi indebiti da parte di uno degli intestatari. Per limitarli, qualora non sussista un rapporto di piena e totale fiducia, è preferibile optare per il conto a firma congiunta anche se questo incide sull’operatività e la praticità del conto stesso.

Cosa succede se il conto è cointestato e uno muore?

In caso di decesso di uno dei titolari possono verificarsi due casi. Se il conto è a firma congiunta, la banca blocca l’intera somma presente e il conto verrà sbloccato solo a conclusione delle pratiche di successione. La quota spettante al defunto andrà agli eredi mentre la quota dell’altro intestatario rimarrà a lui. In caso di conto a firma disgiunta, invece, verrà bloccata solo la quota appartenente al defunto e l’intestatario in vita potrà operare sul conto per la quota a lui spettante.

Qual è il conto cointestato migliore senza costi?

Diversi conti online offrono la possibilità di cointestare il conto e presentano costi molto più contenuti rispetto ai conti correnti tradizionali. Tra questi possiamo citare Fineco, SelfyConto di Banca Mediolanum, ING. Puoi dare un’occhiata alla classifica aggiornata dei migliori conti cointestati del mese.

Chi può prelevare da un conto corrente cointestato?

Le operazioni di prelievo possono essere effettuate da tutti gli intestatari del conto secondo due modalità: se la firma è congiunta occorre l’autorizzazione di tutti i titolari; se il conto è a firma disgiunta, ogni intestatario può prelevare senza il consenso degli altri ma solo in relazione alla quota a lui spettante.

Come si dividono i soldi di un conto cointestato?

Per effetto della presunzione di parità delle quote, la regola generale stabilisce che le somme presenti sul conto vengano divise in base al numero di intestatari. È però possibile richiedere una differente ripartizione delle quote a patto che si dimostri che il conto è stato alimentato in maggior misura da uno degli intestatari.

Conto corrente cointestato: chi può chiuderlo?

La chiusura del conto cointestato può essere richiesta anche solo da un intestatario se il conto è a firma disgiunta. Se invece la firma è congiunta, occorre l’approvazione di tutti gli intestatari.

Conto cointestato: posso prelevare tutto?

Capire se un conto è a firma congiunta o disgiunta è molto semplice: puoi verificare cosa prevede il contratto di apertura del conto corrente. Oppure puoi basarti sul funzionamento delle operazioni: se è necessario che tutti gli intestatari approvino le operazioni, si tratta di un conto a firma congiunta. Viceversa, se puoi liberamente operare sul conto senza autorizzazione dell’altro/altri intestatari, si tratta di un conto a firma disgiunta.

Come capire se un conto è a firma congiunta o disgiunta? copy

Tecnicamente sì. Se il conto è a firma disgiunta puoi effettuare prelievi senza l’autorizzazione dell’altro intestatario. Attenzione però: se effettui prelievi eccedenti la quota a te spettante, l’altro intestatario potrebbe accusarti di appropriazione indebita.

Il conto cointestato ha lo stesso IBAN?

Sì, l’IBAN dei conti cointestati è lo stesso per tutti gli intestatari. Ciò in quanto, pur avendo più intestatari, il conto corrente è uno solo e deve essere identificato univocamente tramite l’IBAN.

Alfredo de Cristofaro

De Cristofaro

Laureato in Economia e Finanza, dopo aver lavorato a lungo presso uno dei principali intermediari finanziari in Europa, ha deciso di mettere a disposizione dei risparmiatori le conoscenze maturate nel corso degli anni. Su QualeBanca.com si occupa di recensire banche e conti, assicurandosi che vengano garantiti i più alti standard di sicurezza e trasparenza.

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