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A cura di Alfredo de Cristofaro 5 conti business analizzati Aggiornato il 15 maggio 2026
Come testiamo i conti →

I migliori conti correnti business di maggio 2026

Abbiamo selezionato i conti correnti aziendali più convenienti per partita IVA, freelance e PMI: gestione semplificata, integrazione con la contabilità e funzionalità dedicate al business.

Filtri attivi:
1
★★★★★ 5.0
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Revolut Business

Revolut Business è il conto aziendale particolarmente indicato per quelle società che operano in un contesto internazionale e/o...

Ideale per: società che operano con fornitori esteri e pagamenti internazionali
Conto multivaluta in 25+ valute al cambio interbancario, senza markup
Canone 10€/mese piano Basic, piani superiori da 25€ a 100€/mese
5 prelievi ATM gratis/mese · Bonifici SEPA locali gratis, SWIFT a pagamento
Canone mensile
10€
Senza impegno
Apri il conto → Recensione completa
2
★★★★★ 4.9
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Vivid Money Business

Con Vivid Money puoi aprire un conto business con cui tenere facilmente sotto controllo le tue finanze aziendali....

Ideale per: liberi professionisti e PMI che vogliono remunerare la liquidità aziendale
Interessi 4% sul saldo per i primi 4 mesi, poi fino al 2,7% a seconda del piano
Canone 0€ sul piano Free, fino a 41€/mese sui piani superiori
Prelievi gratis fino a 100-2.000€/mese · Bonifici SEPA gratis, SWIFT 5€
Canone mensile
Gratis
Senza impegno
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3
★★★★★ 4.9
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Finom

Finom business è un conto aziendale online destinato a liberi professionisti, aziende e freelance per una gestione snella...

Ideale per: freelance e partite IVA in regime forfettario
Fatturazione elettronica e pagamenti F24 inclusi, senza costi aggiuntivi
Canone 0€/mese piano Solo, fino a 33€/mese piano Enterprise
Prelievi ATM con limite mensile gratuito · Bonifici SEPA inclusi fino a soglia
Canone mensile
Gratis
Senza impegno
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4
★★★★ 4.7
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Hype Business

HYPE Business è un conto completo e dai costi contenuti, gestibile tramite un'app ricca di funzionalità, destinato a...

Ideale per: freelance e ditte individuali con partita IVA
Pacchetto assicurativo Wopta e tax manager per regime forfettario inclusi
Canone 2,90€/mese, non azzerabile (34,80€/anno, tutto incluso)
Prelievi ATM gratis in tutto il mondo · Bonifici SEPA gratis, anche istantanei
Canone mensile
2,90€
Senza impegno
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5
★★★★ 4.1
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Qonto

Qonto è un istituto di pagamento francese, fondato nel 2016, che offre un conto corrente aziendale online con funzionalità moderne...

IBAN italiano
Cointestabile
Apple Pay
Apertura con SPID
Canone mensile
9€
Senza impegno
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Domande frequenti

Tutto quello che devi sapere sui conti correnti business

Le risposte ai dubbi più comuni di partite IVA, freelance e aziende: obblighi normativi, costi, servizi professionali e gestione fiscale del conto business.

Una partita IVA è obbligata ad avere un conto corrente dedicato?

Non esiste un obbligo generale che imponga a ogni titolare di partita IVA di aprire un conto corrente separato dall'uso personale, ma la normativa fiscale ne raccomanda fortemente l'apertura.

Un conto per partita IVA dedicato aiuta a monitorare entrate, uscite, tasse e pagamenti senza confusione tra spese personali e professionali. La separazione tra finanze private e attività lavorativa e inoltre importante per dimostrare la deducibilità delle spese e gestire con maggiore tutela eventuali controlli fiscali.

Questo vale anche per chi opera in regime forfettario: pur con obblighi contabili ridotti, un conto dedicato semplifica la gestione ed evita possibili contestazioni.

Conto corrente business o conto privato per un freelance forfettario?

Per un freelance in regime forfettario non esiste, nella maggior parte dei casi, l'obbligo di aprire un conto business. Tuttavia, utilizzare un conto dedicato all'attività resta fortemente consigliato quando il volume di operazioni aumenta o quando si vogliono automatizzare fatturazione elettronica, incassi e pagamenti fiscali.

Un conto corrente business offre in genere strumenti pensati per la gestione professionale: pagamento F24, integrazione con software di contabilità, carte aziendali separate, categorizzazione delle spese e report esportabili per il commercialista. Un conto personale può essere sufficiente solo nelle fasi iniziali di attività molto semplici e con movimenti limitati.

Va inoltre considerato che alcune banche vietano espressamente l'utilizzo professionale continuativo dei conti consumer nei propri contratti. Per questo motivo, quando l'attività cresce o gli incassi diventano più frequenti, passare a un conto per partita IVA dedicato evita possibili limitazioni operative.

Quali documenti servono per aprire un conto corrente business?

La documentazione richiesta varia in base alla forma giuridica dell'attività e alle procedure interne della banca, ma normalmente servono:

  • Documento d'identita del titolare o del legale rappresentante
  • Codice fiscale
  • Partita IVA
  • Visura camerale aggiornata per società e ditte iscritte al Registro Imprese

Per liberi professionisti e ditte individuali possono essere richiesti anche ultima dichiarazione dei redditi, codice ATECO e informazioni sull'attività svolta.

Nel caso delle società, spesso servono anche statuto, atto costitutivo, codice fiscale societàrio e documentazione sulla struttura proprietaria. Alcuni istituti richiedono informazioni sugli azionisti, sugli amministratori e sull'origine dei fondi, nell'ambito delle verifiche antiriciclaggio.

Anche se le banche online tendono ad avere procedure più rapide, per le società strutturate i tempi di apertura e attivazione del conto possono arrivare anche a una o due settimane.

Quali servizi deve offrire un conto business per un libero professionista?

Tra i servizi più utili ci sono:

  • Bonifici SEPA gratuiti illimitati
  • Pagamento F24
  • Integrazione con software di fatturazione elettronica e contabilità
  • Carte fisiche e virtuali
  • Notifiche in tempo reale sui movimenti
  • Esportazione automatica degli estratti conto
  • Gestione POS e incassi digitali
  • Accessi multiutente per collaboratori o commercialista

Per consulenti, freelance e professionisti digitali è spesso importante anche la compatibilità con conti multivaluta, strumenti di automazione e API bancarie. Tra i conti più completi su questo fronte c'è ad esempio Revolut Pro.

Il canone di un conto business è una spesa deducibile?

. I costi sostenuti per un conto corrente utilizzato esclusivamente per l'attività professionale o aziendale possono rientrare tra le spese deducibili secondo il principio di inerenza fiscale.

Oltre al canone annuale o mensile, possono essere deducibili anche:

  • Commissioni bancarie
  • Costi POS
  • Spese per bonifici
  • Commissioni su incassi elettronici
  • Costi di carte aziendali collegate al conto

Nel regime forfettario, però, il meccanismo è diverso: le spese non vengono dedotte singolarmente perché la deducibilità è già incorporata nel coefficiente di redditività previsto dal regime stesso.

Per chi opera in regime ordinario è importante conservare estratti conto, ricevute e documentazione bancaria, così da poter dimostrare la natura professionale delle spese in caso di controlli fiscali.

È possibile accettare pagamenti con POS dal proprio conto business?

, molti conti correnti aziendali offrono o permettono di integrare POS fisici, POS virtuali ed e-commerce, facilitando la gestione degli incassi digitali sia per negozi fisici sia per attività online. Le commissioni variano tra 0,9% e 2,5% per transazione, in base al metodo utilizzato e al volume mensile.

Alcuni conti offrono anche funzionalità avanzate come:

  • Link di pagamento
  • QR code
  • Incasso tramite smartphone
  • Riconciliazione automatica tra fatture e pagamenti ricevuti

Per confrontare i conti business che integrano POS, puoi usare il comparatore di QualeBanca.

L'imposta di bollo è uguale tra conto privato e conto business?

No. Per i conti intestati a persone fisiche il bollo è pari a 34,20€ annui e si applica se la giacenza media supera i 5.000€.

Per conti aziendali, professionali o intestati a società, invece, l'imposta è pari a 100€ all'anno per ciascun conto corrente, indipendentemente dalla giacenza. L'addebito viene normalmente suddiviso in rate trimestrali da 25€.

Questo aspetto diventa particolarmente rilevante per imprese che utilizzano più conti separati, ad esempio per operatività, accantonamenti fiscali o gestione in valuta estera, perché il costo del bollo si applica a ogni singolo rapporto bancario.

Quando conviene avere più conti correnti business?

Avere più conti business può essere utile per:

  • Separare le spese operative dagli accantonamenti fiscali, riducendo il rischio di spendere quanto dovuto al fisco
  • Gestire pagamenti in valute diverse (conto multivaluta dedicato come Revolut Business o Vivid Money)
  • Avere un conto di backup in caso di problemi tecnici sul principale

È una soluzione adottata soprattutto da aziende con flussi finanziari più complessi o attività internazionali. Bisogna però considerare i costi aggiuntivi: ogni conto comporta imposta di bollo (100€), eventuale canone e maggiore gestione amministrativa.

Per freelance e piccole attività, nella maggior parte dei casi, è sufficiente un unico conto corrente business ben organizzato.

Ultimo aggiornamento: maggio 2026

Autore della recensione:

Alfredo de Cristofaro Autore
Alfredo de Cristofaro
Founder QualeBanca.com
Laureato in Economia e Finanza, dopo aver lavorato a lungo presso uno dei principali intermediari finanziari in Europa, ha deciso di mettere a disposizione dei risparmiatori le conoscenze maturate nel corso degli anni. Su QualeBanca.com si occupa di recensire banche e conti, assicurandosi che vengano garantiti i più alti standard di sicurezza e trasparenza.
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