Prestiti
19 Novembre 2021

Vuoi fare impresa? Ecco come puoi richiedere un prestito

Per molti avviare un’attività d’impresa rappresenta la massima ambizione. Si tratta di persone intraprendenti spesso attratti dal brivido della sfida con sé stessi o dal desiderio di sfruttare al massimo le competenze acquisite nella professione. O ancora dal senso di indipendenza garantito dal mettersi in proprio; molte volte i neo imprenditori sono giovani che hanno un’idea di business interessante e/o innovativa e vogliono metterla in pratica.

Tutti, però, si scontrano subito con la prima amara sorpresa: l’Italia è, in Europa, il Paese con i più alti costi di avvio di un’azienda, specie se in forma societaria.

Secondo la ricerca “Doing Business Report” realizzata dalla World Bank Group, per diventare neo-imprenditori nel Belpaese servono ben 4.155 euro. Nel podio delle nazioni più care subito dopo l’Italia troviamo i Paesi Bassi, al secondo posto della classifica con 2.207 euro richiesti per aprire un’impresa, quasi ex equo con l'Austria dove servono 2.109 euro. I Paesi meno cari? La Croazia, con 22 euro, e la Slovenia, dove le pratiche di apertura di un’attività imprenditoriale non prevedono alcun costo.

Fatta questa premessa, in questa guida spiegheremo come richiedere un prestito per avviare un’attività imprenditoriale, i requisiti necessari, le procedure, etc.

Forme di finanziamento a disposizione di un’impresa

Innanzitutto, è bene specificare che le forme di finanziamento a disposizione di un’impresa sono di due tipi: finanziamenti a titolo di capitale di rischio e finanziamenti a titolo di capitale di debito.

Il capitale di rischio indica il capitale messo a disposizione della ditta individuale oppure il capitale conferito dai soci al momento della costituzione se si tratta di una società. Può essere costituito da denaro o beni mobili o immobili (un capannone, degli impianti industriali, un brevetto).
Le norme societarie regolamentano anche i conferimenti di un’azienda o di una prestazione d’opera. In tutti i casi in cui non si conferisce denaro è indispensabile procedere ad una valutazione economica del conferimento stesso, secondo criteri di volta in volta previsti dalla normativa a tutela degli altri soci.

La somma di tutti i beni conferiti costituisce il capitale sociale che è frazionato in quote assegnate ai soci in proporzione a quanto versato da ciascuno.

Per sostenere piani di investimento successivi alla costituzione, una prima forma di finanziamento a disposizione dell’imprenditore è proprio l’aumento del capitale di rischio. Tale aumento può avvenire o mediante l’ingresso di nuovi soci (che però comporta un ridimensionamento delle quote dei soci fondatori) oppure tramite aumento della propria quota da parte di uno o più soci.

Il capitale di debito, invece, rappresenta l’insieme delle risorse finanziarie ottenute da un istituto di credito sotto forma di prestito bancario.
Piccola nota: Il capitale di debito viene talvolta impropriamente definito capitale di credito, benché quest’ultima definizione sia tecnicamente appropriata al finanziamento bancario basato sulla presentazione all'incasso, da parte dell'impresa, di crediti in scadenza aventi o meno natura cambiaria

Al prestito bancario è correlato il cosiddetto “rischio di credito”; ovvero il rischio che il debitore non sia in grado di ripagare il suo debito, costituito dal pagamento degli interessi e dal rimborso dell’ammontare totale del capitale. Un'altra componente del rischio di credito è rappresentata da pagamenti tardivi o parziali causati da difficoltà dell’imprenditore.

La valutazione del rischio di credito è rappresentata dalla classe di merito assegnata dalla banca erogatrice al soggetto che ha richiesto il prestito e alla tipologia stessa di operazione di prestito.

Va, peraltro, precisato che il vero rischio per la banca è la cosiddetta “perdita inattesa”, cioè non preventivata, laddove la “perdita attesa” è incorporata nel rating di valutazione dell’azienda affidata e, quindi, nel tasso d’interesse applicato. Infatti, più è elevato il rischio di credito in capo all’impresa richiedente, più alto sarà il tasso di interesse applicato dalla banca sul prestito erogato.

L’aspirante imprenditore, al momento della costituzione dell’impresa, deve già avere in mente il concetto di “equilibrio finanziario”, ovvero dev’essere in grado di avviare un attività commerciale in grado non solo di coprire i costi di produzione e di gestione, ma anche di ripagare i debiti con soggetti terzi entro le scadenze previste, avere un debito coerente con il ritorno economico stimato degli investimenti e, da ultimo, presentare un rapporto equilibrato tra il capitale proprio e i mezzi di terzi.

Sotto quest’ultimo aspetto va tenuto presente che il capitale proprio, specie in presenza di molti soci, determina la necessità di suddividere tra tutti i soci non solo i profitti, in proporzione delle quote di capitale sociale di ciascuno, ma anche la potestà decisionale, dato che i soci hanno il diritto di votare in assemblea nella medesima proporzione.

Il capitale di debito, invece, nel lasciare inalterata l’indipendenza decisionale dell’imprenditore comporta un costo finanziario, indipendentemente dal successo dell’impresa.

Aprire un’impresa: come ottenere un finanziamento dalla banca

Adesso che abbiamo compreso le due tipologie di finanziamento previste per un’impresa in fase di costituzione, vediamo quali sono le procedure che un aspirante imprenditore deve seguire per ottenere un prestito da un istituto di credito.

Le banche hanno un paniere di differenti soluzioni volte a incentivare la creazione di attività imprenditoriali. Prima di concedere un prestito, la banca verifica se l’aspirante imprenditore presenta determinati requisiti per accedere al finanziamento. Elenchiamo di seguito i documenti e le informazioni generalmente richieste dalle banche in sede di valutazione della domanda di finanziamento:

  • Business plan: è un documento che descrive il core business dell’idea imprenditoriale, l’analisi di mercato, le caratteristiche del prodotto bene/servizio, le attività da svolgere, gli obiettivi di breve, medio e lungo termine, le proiezioni economico-finanziarie, etc.
  • Composizione del team, ovvero le competenze acquisite e le esperienze professionali dei fondatori con particolare riferimento allo specifico settore di attività che si desidera intraprendere;
  • Punti di forza e di debolezza dell’idea imprenditoriale;
  • Verifica dell'apporto dei mezzi propri rispetto all’ammontare del capitale necessario ad avviare l’impresa.

In caso di impresa già costituita, alcune banche possono richiedere che l’azienda sia registrata alla camera di commercio da non più di un determinato periodo di tempo (generalmente di 2 anni massimo).

Dall’analisi dei suddetti documenti, la banca valuta il merito creditizio dell’aspirante imprenditore, ovvero una sintesi del livello di indebitamento previsto, dei flussi di ricavi stimati e, più in generale, della solvibilità del richiedente. Sulla base del merito creditizio verrà calcolato il costo del finanziamento.

Come precedentemente accennato, un maggior rischio comporta un maggior tasso di interesse applicato. L’aspirante imprenditore dovrà pertanto presentare un piano di attività il più convincente possibile.

Se la richiesta di finanziamento evidenzia  un eccessivo indebitamento complessivo (ovvero un apporto di capitale proprio sbilanciato rispetto all’ammontare di capitale di debito), nonché proiezioni di ricavi non attendibili (dimensioni del mercato di riferimento troppo contenute, prezzo di vendita eccessivamente elevato rispetto alla natura del target market), l’aspirante imprenditore otterrà una valutazione scarsa del proprio  merito creditizio e, pertanto, gli verrà negato il finanziamento richiesto.

Aprire un’impresa con il microcredito

Un’opzione interessante a disposizione di chi vuol fare impresa è il microcredito, che è una particolare forma di prestito bancario per un importo contenuto, generalmente fino a 25.000 euro, specificamente finalizzato all’avvio di una nuova attività imprenditoriale.

La principale peculiarità del microcredito è l'intervento del fondo di garanzia statale (gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico) che copre l’80% dell’importo del finanziamento. La garanzia del Mise è volta a superare la difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell'inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali del neo imprenditore.

Oltre a ciò, il microcredito prevede altri rilevanti vantaggi per i richiedenti, come un tasso di interesse agevolato, una durata del finanziamento generalmente superiore rispetto a un tradizionale prestito bancario, il finanziamento delle spese d’investimento comprensive dell’IVA.

La garanzia offerta dal MISE alle banche convenzionate permette di effettuare una valutazione esclusivamente qualitativa del progetto imprenditoriale presentato dai soggetti richiedenti.

L’analisi qualitativa riguarda lo studio di quelle informazioni che, prescindendo da specifici dati economico-finanziari, analizzano i fattori che rendono l’idea imprenditoriale competitiva nonché il contesto globale in cui l’impresa costituita si troverà a operare.

In particolare, mediante analisi qualitativa, la banca valuta i seguenti elementi:

  • il quadro macroeconomico e settoriale
  • il mercato di riferimento e il livello di concorrenza
  • i piani di consolidamento del business nel mercato
  • la qualità del team proponente

Aprire un’impresa tramite finanziamenti erogati da Invitalia

Buone opportunità di finanziamento, con un mix di mutui a tasso zero, contributi a fondo perduto ed altre agevolazioni, sono offerte da Invitalia, che è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, partecipata al 100% dal Ministero dello Sviluppo Economico. La mission principale dell’Agenzia è quella di sostenere la crescita economica del Paese attraverso incentivi nazionali mirati ad agevolare la nascita di nuove imprese e startup innovative.

Attualmente Invitalia mette a disposizione undici misure per la creazione di nuove imprese, da incentivi di tipo territoriale (“Resto al Sud”) a quelli settoriali (“Cultura Crea 2.0”, “Tessile, moda e accessori”). Tra esse segnaliamo, in particolare, “ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero”.

Si tratta di una misura dedicata ai giovani (di età compresa tra i 18 e i 35) e alle donne che aspirano a diventare imprenditori. Le agevolazioni, valide su tutto il territorio italiano, prevedono una parte di finanziamento a tasso zero e una parte di contributo a fondo perduto. I progetti d’impresa possono presentare domanda per finanziare spese fino a 3 milioni di euro. Il finanziamento copre complessivamente fino al 90% delle spese totali ammissibili. Le spese sono ammesse al netto dell’IVA e di eventuali oneri previdenziali e assistenziali.

La domanda di finanziamento, che deve essere fatta esclusivamente online sul portale dell’Agenzia (www.invitalia.it), prevede la presentazione di un business plan (contenente dati anagrafici e profilo del soggetto proponente, descrizione dell’attività proposta ed elementi utili a determinare il costo del programma, analisi del mercato e relative strategie, aspetti economico-finanziari) e di altra documentazione di supporto (atto costitutivo e statuto della società, curriculum vitae del team di fondatori, dati per le verifiche antimafia previste per richieste di finanziamento superiori a 150.000 euro, etc.).

L’iter valutativo prevede una prima verifica della sussistenza dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni e una valutazione di merito basata su due colloqui. Con il primo l’Agenzia valuta in particolare l’adeguatezza delle competenze tecniche, organizzative e gestionali richieste dall’attività imprenditoriale e la coerenza del progetto con le potenzialità del mercato di riferimento.

Superato il primo esame, viene richiesto un ulteriore colloquio di approfondimento, volto a determinare nei dettagli il costo degli investimenti richiesti dal programma ammissibile e a valutare le esigenze di liquidità connesse ai costi iniziali di gestione eventualmente richiesti alle agevolazioni.

Conclusione

Siamo giunti alla fine della nostra guida su come richiedere un prestito per finanziare la propria idea imprenditoriale.

Abbiamo visto come l’ottenimento di un prestito bancario comporti il rispetto di una serie di requisiti volti a ottenere un elevato merito creditizio, da proiezioni di ricavi accurate e attendibili a un rapporto equilibrato tra mezzi propri e capitale di debito.

Un’opportunità interessante a disposizione degli aspiranti imprenditori e imprese di nuova costituzione è rappresentata dal microcredito, un prestito di piccole somme garantito dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il microcredito è pensato proprio per le imprese appena costituite, prive ovviamente di storia aziendale nonché di quelle garanzie generalmente richieste a imprese più grandi e consolidate.

Per coloro che in alternativa ai prestiti erogati da un istituto bancario, o in aggiunta a questi, desiderano accedere a forme di intervento particolarmente convenienti, suggeriamo la misura ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, che agevola la creazione di attività imprenditoriali tramite un mix di finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto.

In ultimo va evidenziato che, mentre il ricorso al prestito bancario presenta un costo finanziario, ma può essere ottenuto in tempi brevi, rivolgersi agli incentivi di Invitalia è decisamente più conveniente ma sconta tempi marcatamente più lunghi nonché più consistenti adempimenti burocratici, sia nel corso dell’iter valutativo dell’ammissibilità della richiesta, sia nella successiva gestione degli incentivi ottenuti.

Autore dell’articolo

Biagio Adile
Biagio Adile
Banking Expert
Ex Funzionario della Banca d'Italia, ora Cofondatore e Amministratore di Thanks Finance Srl, startup fintech con sede a Torino. Per QualeBanca.com mi occupo di fornire guide e recensioni su mutui, prestiti e conti deposito.

Leggi altri post della stessa categoria

/images/qualebanca_logo.svg
Default Blue Hamburger Close