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06 Ottobre 2022

I bitcoin come garanzia per prestiti e mutui?

Nella nostra guida su come aprire un mutuo abbiamo spiegato che un elemento importante nella richiesta di mutuo a un istituto di credito è il cosiddetto “merito creditizio”.

Il merito creditizio è una sintesi del livello di indebitamento, dei flussi di reddito e della solubilità del cliente.
Oltre che per decidere la concedibilità del mutuo, il merito creditizio rappresenta anche un parametro per definire il tasso di interesse (specialmente per le imprese): a maggior rischio (scarsa solubilità, incertezza del flusso di reddito, elevato indebitamento complessivo) corrisponde un maggior tasso e viceversa.

A tal proposito, al fine di rafforzare la propria domanda di finanziamento e, pertanto, aumentare la probabilità di ottenere il mutuo, il richiedente può concedere delle garanzie alla banca.

Le garanzie consistono tipicamente in un’ipoteca su beni immobili e mobili, oppure nella fideiussione, per cui il richiedente si obbliga con il proprio patrimonio personale nei confronti della banca creditrice.

Di recente, nel mondo delle criptovalute si è iniziato a discutere della possibilità di utilizzare le criptovalute, nello specifico Bitcoin ed Ethereum, come garanzia per i mutui e i prestiti.
Come abbiamo potuto osservare, gli istituti di credito e le banche centrali hanno più volte mostrato ostilità e scetticismo nei confronti delle criptovalute. Quello che si rimprovera alle criptovalute, rispetto alle valute tradizionali, è quello di non garantire la funzione di riserva di valore che, insieme a quella di unità di conto e mezzo di pagamento, renderebbe le criptovalute delle serie alternative alle valute fiat.

Eppure, sembra che negli Stati Uniti l’utilizzo di Bitcoin come garanzia per mutui e prestiti sia già una realtà.

Vediamo nel dettaglio.

Bitcoin: una panoramica

Prima di approfondire la possibilità di utilizzare i bitcoin come garanzia nella richiesta di un mutuo o di un prestito, vediamo in breve la situazione globale del mercato delle crypto.

Le criptovalute sono sempre più gli “asset del nuovo millennio”. Nel 2021, la capitalizzazione di mercato delle crypto ha raggiunto la bellezza di 3 trilioni di dollari di valore. Particolarmente attivi i fondi di Venture Capital: 30 miliardi di dollari di investimenti da parte dei VC.

La storia delle criptovalute inizia proprio con la creazione di Bitcoin, certamente la criptovaluta più celebre del mondo (e attualmente quella con il più elevato valore di mercato). Inventata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, misterioso sviluppatore giapponese la cui identità è ancora oggi segreta, Bitcoin è diventato rapidamente una crypto “global outreach”, ovvero un fenomeno di portata mondiale, una moneta richiesta dagli investitori da ogni angolo del globo.

Attualmente, Bitcoin domina la classifica delle crypto a maggiore capitalizzazione di mercato:

  1. Bitcoin - $870,580,782,371
  2. Ethereum - $415,677,478,247
  3. Tether - $82,403,390,856
  4. BNB - $74,293,588,068
  5. USD Coin - $51,421,331,795

I bitcoin come garanzia per mutui e prestiti

Secondo quanto riportato da CoinDesk, sito d’informazione finanziaria con sede a New York specializzato in bitcoin e criptovalute, diverse banche di Wall Street starebbero ragionando sulla possibilità di accettare bitcoin come collaterali per mutui e prestiti. Parliamo un totale di dieci istituti finanziari disponibili a valutare questa particolare opzione, tra cui spicca Goldman Sachs, colosso multinazionale dei servizi finanziari e dell’investment banking.

Ecco quali sono le opzioni oggetto di discussione:

  • Accettare una percentuale in criptovalute all’interno di un mutuo erogato in valuta fiat (dollaro, euro, sterlina, ecc.)
  • Offrire un mutuo coperto interamente da bitcoin
  • Ripagare in bitcoin l’intero ammontare previsto dal mutuo; in questo caso, le rate sarebbero versate utilizzando direttamente criptovalute (Bitcoin o Ethereum)

Accettare criptovalute come collaterali per mutui e prestiti, soprattutto da parte di istituti finanziari “tradizionali”, fornirebbe ulteriore credibilità al mondo delle crypto, asset ancora correlati a un rischio di forte volatilità di mercato.

❓ Ma quali sarebbero i rischi di un prestito garantito da Bitcoin?

Prima di tutto, la questione della liquidità: i debitori devono garantire la fornitura di liquidità qualora il collaterale del mutuo scenda al di sotto del valore richiesto. Ciò è importante per garantire sicurezza ai creditori.

Per questo motivo, i debitori devono sempre assicurarsi che il valore del collaterale rimanga sempre all’interno di una zona di sicurezza.

A tal proposito, riportiamo le parole di Adam Reeds, cofondatore e CEO di Ledn, società con sede a Toronto che offre servizi finanziari ai detentori di asset digitali:
“la sfida chiave di un prestito garantito da bitcoin è la liquidazione; la capacità di soddisfare le richieste di margine in caso di liquidazione… asset molto liquido con bitcoin, asset molto stabile nel settore immobiliare… estendendo la sequenza temporale delle richieste di margine per consentire alle persone due settimane per soddisfare la garanzia”.

Il secondo rischio legato a un prestito con Bitcoin come collaterale è di tipo tecnologico, e riguarda nello specifico gli smart contract.
Gli smart contract sono dei codici informatici, scritti in un linguaggio di programmazione, che eseguono in automatico un accordo, trascritto nel registro blockchain, non appena le condizioni sottoscritte tra le parti vengono soddisfatte.

Tali codici informatici potrebbero teoricamente essere violati da un hacker, che potrebbe attaccare la piattaforma sfruttando un bug di sistema.

Conclusione

Abbiamo visto come le criptovalute rappresentano un mercato in forte crescita, capace di attirare l’interesse di milioni di investitori in tutto il mondo. Parliamo di micro-investitori che investono piccole somme in criptovalute debuttanti, ma anche di grandi fondi istituzionali che prestano un’attenzione sempre maggiore alle evoluzioni di questo settore.

Bitcoin rimane sempre alla testa di questo formidabile segmento, con una capitalizzazione di mercato che supera di quasi il doppio quella di Ethereum, “numero 2” delle criptovalute e diretta concorrente di Bitcoin.

La possibilità da parte delle banche di accettare Bitcoin come collaterale per mutui e prestiti rappresenterebbe un passo molto importante nella legittimazione di Bitcoin e, più in generale, del mondo crypto da parte della “finanza tradizionale”.

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Autore dell’articolo

Martina Melgazzi
Fintech Expert
Laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Gestione dei Contenuti Multimediali. Ha lavorato per diversi anni come digital strategist e marketing specialist. Su QualeBanca.com si occupa di scrivere articoli e guide sul mondo bancario e fintech, con lo scopo di informare gli utenti ed orientarli verso le scelte migliori in tema di finanza personale.

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