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La Banca d’Italia blocca N26

La Banca d’Italia blocca N26: niente più nuovi clienti

A partire da lunedì 28 marzo, la succursale italiana della banca tedesca N26 Bank (trovi qui la recensione ufficiale di QualeBanca) non può più accogliere nuovi clienti, a causa di un divieto imposto dalla Banca d’Italia che prevede, per l’appunto, l’impossibilità per N26 di “intraprendere operazioni con nuova clientela”.

L’ordine emesso dalla banca centrale (con un provvedimento del 28 marzo 2022, ai sensi dell’art. 7 comma 2 del d.lgs 23/07 e dell’art. 79, comma 4 del TUB) non solo vieta dunque l’acquisizione di nuovi clienti da parte di N26, ma prevede anche il blocco su nuove offerte proposte ai clienti esistenti: come possiamo leggere dal comunicato emesso dalla Banca d’Italia, è vietata “l’apertura di nuovi rapporti continuativi o l’effettuazione di qualsivoglia operazione, anche occasionale, con clientela non già censita alla data del 28 marzo 2022”.

N26: un player internazionale

Ma chi è esattamente N26? Abbreviazione di Number 26, Mobile Bank, N26 è stata una delle prime banche ad operare esclusivamente via app mobile, dunque un istituto bancario che si è presentato sul mercato attraverso un modello di business 100% online.

Nata a Berlino nel 2013, N26 ha fin dall’inizio perseguito l’obiettivo di modernizzare l’intero settore del banking attraverso la proposta di servizi ad alto contenuto innovativo, superando ’l’iniziale diffidenza, da parte del mercato, nei confronti di una banca che al posto delle filiali utilizza esclusivamente i servizi digitali per interfacciarsi con i clienti.

Grazie a una completa digitalizzazione dei processi, la procedura di apertura di un nuovo conto presso N26 avviene esclusivamente online ed è molto semplice e veloce. Richiede infatti meno di 10 minuti e può essere effettuata tramite il sito ufficiale oppure direttamente tramite l’app dedicata, disponibile sia su Google Play che Apple Store.
Tramite l’app di N26 è possibile effettuare le più comuni operazioni bancarie con semplicità e comodità garantite.

Ad oggi, la banca tedesca conta ben 7 milioni di clienti, di cui oltre 500.000 in Italia.

Le ragioni del blocco e le conseguenze

Perché la Banca d’Italia ha bloccato N26? Leggiamo che la decisione della banca centrale è stata presa a seguito di “verifiche ispettive, condotte dal 25 ottobre al 17 dicembre 2021”, da cui sono emerse delle carenze, relative al rispetto della normativa antiriciclaggio, che la Banca d’Italia ha definito “significative”.

Il divieto imposto a N26 è però temporaneo. Come ha spiegato la stessa Banca d’Italia, “N26 Bank ha avviato alcune iniziative per rimediare a tali carenze”, per cui ci aspettiamo per le prossime settimane una normalizzazione della situazione.

Clienti esistenti e nuovi clienti

Quali implicazioni per i clienti esistenti? Cosa succederà a chi ha già aperto un conto presso la banca tedesca? Nulla. Come specificato dalla stessa N26, infatti, “tutti i conti già attivi continueranno ad essere operativi e i tuoi soldi saranno al sicuro come sempre”, per cui chi possiede già un conto N26 può continuare in tutta serenità a usufruire dei servizi offerti dalla banca berlinese.

Per quanto concerne i nuovi clienti, di fronte al blocco all’acquisizione di nuova clientela, N26 ha reagito aprendo una lista d'attesa dedicata a chi ha intenzione di aprire un conto con N26. Una volta terminato il blocco, i clienti iscritti verranno ricontattati dalla banca per procedere all'apertura del conto.

Conclusione

L’evoluzione del modello di business di Revolut rappresenta una vera e propria svolta per la società fintech londinese. Grazie alla licenza bancaria, infatti, quei clienti ancora restii ad affidare i propri risparmi a una fintech rispetto a una banca tradizionale, potranno finalmente mettere da parte i propri timori e scegliere i servizi di un’azienda a forte spinta innovativa.
Ma Revolut non si ferma allo Stivale. L’azienda londinese, infatti, conta di ottenere nel 2022 la licenza bancaria per operare nel Regno Unito, puntando inoltre a uno sviluppo oltreoceano con l’offerta dei propri servizi bancari anche negli Stati Uniti.

La rivoluzione digitale del mondo bancario a trazione Revolut, dunque, continua a macinare chilometri.

Autore dell'articolo
Francesco Adile Autore
Francesco Adile
Financial Market Expert

Laureato in Economia e Marketing Management, con esperienze di studio e lavoro in Francia e Belgio, nel 2020 fonda a Torino una startup fintech, operante nell'ambito dell'analisi dei mercati finanziari. Su QualeBroker si occupa dei mercati azionari e del mondo Fintech.